SABRINA AROSIO - Orsetti Fucsia


Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Sabrina e sono tanti anni che lavoro qui al Maria Bambina: precisamente 27. Dopo aver terminato qui il mio tirocinio, ho svolto parecchi incarichi prima di avere la sezione in cui sono ora: ho sostituito le mie colleghe per le maternità, sono stata insegnante del pre- e del post-scuola e poi jolly. Dal 2000 sono insegnante di ruolo della classe degli Orsetti Fucsia.

Perchè hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Ho scelto di lavorare al Maria Bambina dopo aver svolto un bellissimo anno di tirocinio nella sezione degli Orsetti Verdi. Suor Chiara, la loro insegnante, mi ha affidato i suoi bambini, che subito mi hanno accolta e accettata.

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?
Se non lavorassi qui, mi piacerebbe un lavoro che mi permettesse di restare a contatto con le persone.

Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?
Per me far parte di questa comunità educante significa far parte di un grande team che collabora sulle attività da proporre ai bambini, sui momenti di programmazione condivisa insieme per costruire un progetto educativo, avendo ben chiaro il bene comune di tutti i bambini.

Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?
Per me i momenti più belli della giornata della scuola materna sono l'entrata e l'uscita dei bambini. Al mattino arrivano in classe sorridenti, salutandoti, pronti per una nuova avventura, mentre prima di uscire ti salutano dicendo "A domani!", felici di aver trascorso una bella giornata con i loro amici.

Qual è l'episodio più buffo/divertente che ricordi?
Ce ne sono stati molti di episodi buffi e divertenti... In questi giorni mi si è avvicinata una bambina di tre anni e con stupore mi ha detto: "Sabri, guarda, hai in testa un capello bianco, ma tu non sei vecchia!". "Grazie!", e sono scoppiata a ridere.

E quello più commovente?
L'episodio più commovente è capitato quest'anno durante la recita di Natale. Un bimbo piccolo, che doveva interpretare Gesù Bambino, quando è stato messo nella mangiatoia a contatto con la paglia, si è messo a piangere. Il bambino che interpretava San Giuseppe è intervenuto prendendogli la mano per consolarlo e rassicurarlo. La scena mi ha intenerito molto.

I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?
L'insegnamento più prezioso che ho ricevuto dai bambini è il dono dell'amicizia. Quando litigano con i loro coetanei, i bambini hanno la capacità di dimenticarsi quasi all'istante di un torto fatto o subìto, perdonano e ritornano ad essere amici. Noi adulti dovremmo seguire il loro esempio e saper perdonare, perchè è bello avere tanti amici.

Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?
Sì, nella mia vita ho avuto la fortuna di avere accanto una zia buona, generosa, altruista, disponibile, sempre pronta a prendersi cura delle persone più bisognose, aiutandole a sentirsi accolte e amate. È lei che mi ha insegnato ad avere rispetto per il prossimo. Sono stati i suoi gesti e i suoi atteggiamenti a trasmettermi la passione e l'amore per i bambini.

C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?
"L'educazione è cosa del cuore" (San Giovanni Bosco).

MARTINA FRIGERIO - Orsetti Corallo

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Martina Frigerio e lavoro al Maria Bambina da cinque anni come insegnante della Sezione Primavera.


Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Perché mi è stata offerta la possibilità di lavorare con bambini di età inferiore rispetto a quelli con cui avevo lavorato fino a quel momento: ho deciso così di vivere questa nuova avventura.


Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?

Mi piacerebbe lavorare in una biblioteca o in un servizio legato alla cultura.


Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?

Per me fare parte di questa comunità è molto importante, perché grazie al lavoro di tutti, tutti i giorni, si contribuisce ad educare e crescere i nostri bambini e si aiutano anche le famiglie nel loro compito molto impegnativo, ma decisamente meraviglioso!


Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?

Il momento più bello della giornata è il momento del gioco libero. Qui i bambini hanno la possibilità di esprimersi, di imparare nuove cose e di imparare a stare con i propri compagni. E' bello vederli stupirsi delle piccole cose e crescere sempre più ogni giorno. 

Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi?E quello più commovente?

Non c'è un momento buffo che ricordo in modo preciso, perché c'è un momento buffo ogni giorno!

E' stato quando una mamma ci ha riferito una frase che aveva detto la sua bambina a casa: la bimba aveva detto che i suoi due tesori erano le sue due maestre. Questa frase mi ha commosso e mi ha fatto venire i brividi per l'emozione!


I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?

L'insegnamento più prezioso che ho ricevuto dai bambini è stato quello di aver pazienza e rispettare i tempi di ognuno. Mi hanno insegnato inoltre a "chiudere un occhio", a non focalizzarmi troppo su una cosa che in quel momento non è come vorrei. 

Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?

Ho incontrato molte colleghe che hanno contribuito a farmi crescere come persona e come insegnante, ma soprattutto sono state le situazioni e le esperienze vissute che mi hanno fatto evolvere come insegnante. 


C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?
Il mio motto è: "Dare sempre il massimo!".

VALERIA COLOMBO - Orsetti Rosa

 

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Valeria e sono l'insegnante degli Orsetti Rosa. Lavoro in questa scuola da 17 anni.

Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Ho scelto di lavorare in questa scuola perché conoscevo alcune insegnanti e la superiora suor Antonia, con la quale avevo un rapporto particolare: infatti in quegli anni frequentavo l'oratorio di questa parrocchia.

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?
Se non lavorassi qui, lavorerei in un'altra scuola dell'infanzia. Mi piace lavorare con i bambini di questa fascia di età: imparano ad ascoltare, a raccontare in modo spontaneo le loro esperienze e si osservano i cambiamenti del loro sviluppo cognitivo. Ci si affeziona a questi bambini e alla festa dei Remigini spesso ci commuoviamo.

Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?
Far parte di questa comunità educante per me significa collaborare con genitori e insegnanti ed entrare in relazione con i bambini per far emergere le conoscenze che possiedono riguardo alla realtà che li circonda.

Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?
Il momento più bello della giornata a scuola è il "cerchio" che facciamo la mattina: i bambini raccontano ai compagni quello che desiderano; a volte invece i bambini condividono conoscenze specifiche attraverso il dialogo. È bello ascoltarsi a vicenda perché si apprende dagli altri.

Qual è l'episodio più buffo/divertente che ricordi?
L'episodio più divertente che ricordo è stato quando una mamma mi ha mostrato un filmato girato a casa: ritraeva la figlia che imitava il comportamento che assumo io a scuola. Ero proprio io!!! I bambini osservano noi insegnanti in tutto: gesti, parole e postura. Noi insegnanti siamo viste dai bambini come modelli da cui prendere esempio per imparare cose belle e nuove: il fatto di riportarle a casa è un modo per far vedere in trasparenza al genitore come lavoriamo.

E quello più commovente?
Il momento più commovente che ho vissuto è stato quando mi hanno regalato un biglietto natalizio: c'erano scritte frasi, pensate dai bambini, che descrivevano che cosa a loro piace fare di più a scuola con me (es.: "mi piace quando Valeria ci legge una favola"). Per me è stata una gioia sapere che ai bambini fa piacere condividere i diversi momenti della giornata e vederli entusiasti delle attività che vengono proposte loro.

I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?
L'insegnamento più prezioso che ricevo ogni giorno da loro è la gioia. Arrivano in classe la mattina saltellando, con il sorriso sulle labbra, a volte non salutano neanche il genitore o il nonno che li accompagna perché devono andare a salutare l'amico di scuola. Anche noi adulti dovremmo imparare a essere più aperti verso gli altri.

Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?
Il mio modo di essere insegnante cambia con il passare del tempo, grazie ai corsi di aggiornamento che organizza la scuola e ai collegi docenti che facciamo durante l'anno scolastico perché condividiamo proposte didattiche da fare con i bambini.

C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?
Ispiro il mio modo di essere insegnante ai docenti universitari che mi hanno dato la possibilità di conoscere il metodo di apprendimento che bisogna utilizzare per far acquisire conoscenza ai bambini di questa età.

SUOR DANIELA BASSO - Orsetti Bianchi

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo suor Daniela Basso, sono a Lissone da 6 anni e insegno nella Scuola dell'Infanzia. Nell'anno scolastico 2011-12 ho sostituito Loretta, che era in maternità, nella sezione degli Orsetti Azzurri; poi mi è stata affidata la sezione degli Orsetti Bianchi, costituita proprio nel settembre del 2012. Negli anni precedenti avevo insegnato a Sesto San Giovanni e a Cesano Boscone, sempre in scuole paritarie.

 

Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?
Ho obbedito! Il Signore, attraverso la decisione dei miei superiori, mi ha mandata in questa scuola e in questa realtà pastorale.


Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?
Rimanere in ambito educativo, aiutare i bambini e i ragazzi a crescere e a conoscere l'amore di Dio.


Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?
Significa imparare ogni giorno che il bene per questi bambini lo si costruisce insieme, ciascuno con il suo compito, ciascuno con i propri talenti da mettere in gioco, accogliendo i punti di vista diversi delle colleghe. Significa ancora condividere un progetto educativo fondato su valori cristiani e crescere insieme in professionalità.


Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?
Mi piace molto il momento del racconto, quando siamo in cerchio al mattino. A volte i bambini raccontano il loro vissuto, le cose belle che hanno fatto o che hanno scoperto; in altre occasioni approfondiamo un argomento e anche qui emerge il bambino con il suo sapere, la sua voglia di capire, il suo bisogno di farsi "sentire"...


Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi?
un giorno un bambino, guardando una sua compagna con particolare attenzione, le dice: "Ma perchè hai le orecchie a sventola?" e la bambina, con la stessa semplicità con la quale le era stata fatta la domanda, gli risponde: "Perchè non stanno dritte!".

Mi ha fatto ridere, ma anche pensare, la semplicità dei bambini nel dire le cose; quanti problemi invece ci facciamo noi adulti, sia nel dirle sia nell'accettarle dagli altri!


E quello più commovente?
Non ho in mente un episodio in particolare, ma spesso accade che, guardando i bambini più grandi, sentendoli parlare, ragionare e vedendo comportamenti di attenzione particolare verso gli altri, li scopro cresciuti e, ricordando com'erano da piccoli, mi commuove il mistero della crescita e mi fa avere uno sguardo di speranza verso tutti. 


I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?
Tutti i bambini, anche i più agitati, anche quelli che sembra non ti ascoltino mai e bisogna richiamarli cento volte al giorno, tutti hanno una sensibilità profonda, una capacità e un bisogno di affetto grandi, una potenzialità da tirar fuori. La sfida è quella di saperli accogliere, ascoltare, trovare la chiave giusta per entrare in relazione con loro e poterli accompagnare nella crescita..


Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?
Quando ero ragazza, il mio don spronava noi educatrici dell'oratorio non semplicemente a fare degli incontri o preparare iniziative per le bambine del catechismo, ma ad averle a cuore, a pregare per loro, ad accompagnarle nel loro crescere. Questo mi è rimasto dentro profondamente anche nel mio essere insegnante: cercare di aver a cuore ogni bambino, pregare per ciascuno, conoscerli per accoglierli e cercare il loro bene, oltre le fatiche che si possono incontrare.


C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?

C'è un'espressione della fondatrice del mio Istituto religioso, santa Bartolomea Capitanio, che mi rimane nel cuore. Con un linguaggio dei primi dell'Ottocento, lei diceva: "Correrò dietro indefessamente alle mie giovinette", per dire che, senza stancarsi, prometteva di seguire le bambine che le erano affidate e di cercare tutte le strade per condurle al bene. Questa attenzione cerco di coltivare nel mio essere educatrice: non stancarmi di volere il bene dei bambini che mi sono affidati, di capire quali modalità mettere in atto per meglio aiutare ciascuno a crescere e a tirar fuori il meglio di sé.

ERNESTINA MOSCA - Orsetti Arancioni

 

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Ernestina Mosca, lavoro al Maria Bambina da 38 anni (compreso il primo anno in cui ero una tirocinante) e sono un'insegnante.


Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?
Io veramente dovevo fare un altro lavoro: il mio sogno era di diventare infermiera ma, potendo cominciare il corso solo a 18 anni, nel frattempo ho studiato in un istituto magistrale. Dopo tre anni, ero pronta per intraprendere i nuovi studi da infermiera ma, su consiglio di mio padre, ho preferito prima fare un anno di tirocinio come maestra per poter prendere comunque un diploma. Ed è proprio spendendo questo anno nella classe di suor Giuseppina che ho capito quanto l'insegnamento possa essere gratificante, seppur faticoso. E' per questo che, anche su suggerimento della stessa esaminatrice che mi ha verificato alla fine del tirocinio, ho deciso di provare questa nuova strada, grazie anche all'offerta fattami dal Maria Bambina per la sostituzione di un'insegnante. E' cominciata così la mia avventura di maestra!

 

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?

Come ho detto, io avevo l'intenzione di diventare infermiera e questa probabilmente sarebbe stata la mia strada, se non avessi fatto la maestra.

 

Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?
Far parte della "famiglia" del Maria Bambina, dove io stessa ho frequentato l'asilo e l'oratorio, mi dà la migliore possibilità di contribuire affinché i bambini possano formarsi per il loro futuro.

 

Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?
Il mio momento migliore della giornata all'asilo lo vivo ogni volta che riesco a catturare l'attenzione dei bambini nello svolgimento delle varie attività programmate o quando racconto una storia o, ancora, durante un gioco comune. Niente dà più soddisfazione che vedere il loro sguardo di volta in volta meravigliato, curioso, sorpreso, gioioso.

 

Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi? E quello più commovente?

Mi ricordo qualche anno fa, quando ripresi i bambini perché avevano usato la parola "vecchia" riguardo ad una persona di una certa età, spiegando che era meglio usare la parola "anziana". Tempo dopo arrivò un'insegnante nuova nella scuola, così la presentai ai bambini e uno di loro disse che io ero diventata vecchia, ma un altro affermò: "La Erne non è vecchia: è... anziana!". Ci rimasi un po' male, ma non potei obiettare nulla!

Quelli più commoventi sono ogni volta che mi dicono "ti voglio bene" oppure "Erne, sei bella".

 

I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?

L'insegnamento più prezioso ricevuto dai miei bambini è quello di essere sempre spontanei, curiosi, giocosi.


Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?
Sono tante le persone che hanno contribuito alla mia formazione di maestra: suor Giuseppina, nell'anno di tirocinio, per la sua forza di volontà; suor Adeodata, che mi ha aiutata nel primo anno di lavoro; suor Antonia, mia superiora per nove anni, perché è stata esempio di umiltà; Annarosa, per la dedizione mostrata per la nostra scuola.

 

C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?

"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno" (Madre Teresa di Calcutta).

MONICA FUMAGALLI - Orsetti Gialli

 

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Monica Fumagalli, lavoro qui da 34 anni e il mio ruolo è quello di insegnante.

 

Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Terminata la scuola magistrale, avendo conseguito il tirocinio presso questa scuola, sono poi stata ricontattata per un possibile posto di lavoro, dapprima come insegnante del pre- e del post-scuola e successivamente come insegnante di una classe. Ho subito accettato con entusiasmo, perché conoscevo l'ambiente e il suo stile educativo.

 

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?

Se non lavorassi qui in questa scuola, sceglierei comunque la stessa professione.

 

Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?

Comunità educante per me significa sapermi mettere in gioco con le mie capacità e mettendo a disposizione le mie risorse, essere capace di raccogliere dalle persone che mi circondano il meglio per la mia professione, ma anche per me stessa, portando con me e trasmettendo agli altri ciò che per me significa educare e i valori intrinseci in questa parola.

 

Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?

Ogni momento della giornata è bello: l'importante è cogliere il significato di ciò che i bambini vogliono comunicarti.

 

Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi? E quello più commovente?

Durante tutti questi anni, di episodi buffi ce ne sono stati molti: i bambini sanno sempre regalarti momenti divertenti.

I momenti commoventi possono essere considerati di felicità o di dolore, ma comunque rimangono sempre episodi molto personali che ogni insegnante tiene nel proprio cuore.

 

I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?

L'insegnamento più prezioso che ho ricevuto dai bambini è la semplicità con cui ogni cosa può essere affrontata.

 

Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?

Durante il mio percorso professionale part-time, ho avuto la fortuna di essere affiancata da molte insegnanti, le quali - ognuna - mi hanno arricchito e mi hanno dato la spinta per continuare a migliorarmi e a sperimentare cose nuove, rimanendo però sempre me stessa.

 

C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?

I miei punti di riferimento sono vari, ma quelli che ho più a cuore sono Madre Teresa di Calcutta quando afferma "Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso" e don Giovanni Bosco con la sua frase "L'educazione è cosa del cuore".

ROBERTA CITTERIO - Orsetti Rossi

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Roberta e sono l’insegnante degli Orsetti Rossi; lavoro in questa scuola da 9 anni.

 

Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Ho avuto questa occasione e l’ho colta al volo: è un ambiente che già conoscevo, da bambina l’ho frequentato come alunna e ora è diventato il mio ambiente di lavoro.

 

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?

Non credo di voler far altro, se non stare con i bambini.

 

Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?

Far parte di questa comunità educante è un’opportunità di crescita personale e professionale, ma è anche una grande responsabilità nei confronti dei nostri bambini. Noi educatori abbiamo il dovere di aiutare i nostri cuccioli a diventare “grandi”.

 

Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?

Ogni momento della giornata è bello perché sempre diverso, c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo rende magico e unico.

 

Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi? E quello più commovente?

Non ricordo un momento particolarmente buffo: quando stai tutto il giorno con tanti bambini succede sempre qualcosa che ti fa sorridere, anche solo per una parola “storpiata”.
Il momento più commovente è quando l’ultimo giorno di scuola saluti tutti i bambini e sai che alcuni li ritroverai più grandi, altri invece non ritorneranno perché hanno finito di percorrere il loro pezzettino di vita con te. Lasciarli andare è sempre difficile.

 

I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?

La loro sincera amicizia aldilà delle diversità.

 

Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?

Il tempo, l’esperienza e ogni persona che incontri, nel bene o nel male, modificano il tuo modo di insegnare.

VALENTINA CETANI - Jolly

Come ti chiami? Da quanti anni lavori al Maria Bambina e qual è il tuo ruolo?

Mi chiamo Valentina, lavoro al Maria Bambina da tre anni, sono un'insegnante jolly. 

Perché hai scelto di lavorare al Maria Bambina?

Ho scelto di lavorare al Maria Bambina perché mi piace come scuola, come è strutturata e mi piacciono le attività varie che propone durante l'anno scolastico. 

Se non lavorassi qui, che cosa ti piacerebbe fare?

Se non lavorassi qui, mi piacerebbe svolgere un lavoro che mi permetta comunque di stare a contatto con i bambini.


Che cosa significa per te fare parte di questa comunità educante?

Far parte di questa comunità educante significa potermi confrontare con tante persone diverse da me e in un certo senso potermi arricchire e imparare dagli altri.


Qual è per te il momento più bello della giornata in asilo?

Il momento più bello della giornata per me è il momento dell'entrata, quando arrivano i bambini, ti salutano abbracciandoti e ti raccontano cosa hanno fatto per esempio il giorno prima.


Qual è l’episodio più buffo/divertente che ricordi? E quello più commovente?

Il momento più buffo che ricordo è stato quando mi sono vestita da Nevino: è stato divertente anche perché molti bambini mi hanno riconosciuta quasi subito!

Il momento più commovente per me è la festa dei Remigini, a fine anno, forse perché è proprio in quel momento ti rendi conto che i "tuoi" bimbi  sono pronti per iniziare una nuova "fase di vita" (l'ingresso alla scuola primaria).


I bambini, nel loro piccolo, possono essere grandi maestri: qual è il loro insegnamento più prezioso che hai ricevuto?

L'insegnamento più prezioso che ho ricevuto da loro è il valore dell'amicizia: mi hanno insegnato quanto sia importante e che si può essere amici di tutti, indipendentemente da ogni cosa.


Hai mai incontrato qualcosa o qualcuno che ha cambiato il tuo modo di essere insegnante?

No, per ora non mi è mai capitato.


C'è una frase, un motto, una persona a cui ispiri il tuo essere educatrice?
Mi ispiro al motto di Nelson Mandela: "L'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo". 

Scuola dell'infanzia paritaria "Maria Bambina" , Via Orelli 21 Lissone 20851 - MB -  CF 08656060152 - PI 00919430967 - Cod. Meccanografico MB1A40800R - Tel. 039 482359 e-mail: mbambinalissone@gmail.com